Oops! It appears that you have disabled your Javascript. In order for you to see this page as it is meant to appear, we ask that you please re-enable your Javascript!

Miles Kane e quella battuta maldestra alla giornalista. Lei lo scrive sul magazine!

Succede che tale Rachel Brodsky, giornalista americana di Spin, si rechi a intervistare i The Last Shadow Puppets di Alex Turner e Miles Kane, il mese scorso a New York.

Nell’articolo pubblicato l’8 marzo su Spin Rachel scrive quello che sarebbe accaduto proprio con Miles, intitolando l’articolo “Everything You’ve Come To Expect – e qualcosa in meno. L’incontro da vicino e un po’ troppo personale con l’orch-duo britannico”.

Lamentandosi della poca voglia di Alex e Miles di parlare dell’album, del fatto che siano stanchi, del loro modo di giocherellare da amichetti d’infanzia e descrivendo l’abbigliamento da Saturday Night Fever (mi viene in mente il quadretto di John Travolta che ho in salotto, ndr), Rachel, citandola, scrive così:

Per tenere in vita la conversazione (visto che i Puppets erano poco avvezzi a parlare dell’album, ndr) allora chiedo: “Che fate stasera?” E Kane risponde: Vuoi salire di sopra? No, replico, ridendo nervosamente. Allora l’accompagnatore (il manager, l’addetto ufficio stampa/delle relazioni, quello che è, ndr): “Ti avevo avvisata che i ragazzi erano in una sorta di fase calante”. E Kane: “Sto scherzando, sto scherzando“, ridacchiando.

Rido alla lunga nonostante mi sentissi innervosita. E’ sempre più chiaro che mi sia messa in una situazione sempre più sgradevole. Se non stessi svolgendo un incarico professionale, gli avrei detto dove sarebbe potuto andare al posto “di sopra”. Ma perché sto lavorando, evito di arrabbiarmi. […]

Percependo una ripresa, continuo il discorso. “A SPIN abbiamo in corso un dibattito su chi è meglio, Oasis e Blur. Fate voi ragazzi, avete una preferenza? “

“Sì, mi piacciono entrambi,” risponde Kane. “Probabilmente quando ero più giovane ho preferito gli Oasis. Sai cosa intendo?”

.

Sei con me su questo?”

Kane mi guarda negli occhi come se volesse che fossi davvero d’accordo con lui. Sento il mio intestino ribollire e distolgo lo sguardo nuovamente.

L’intervista alla fine arriva alla sua conclusione naturale, ma potrei aver voluto inconsciamente accelerare le cose per terminarla prima, nell’interesse di rimanere in piedi e camminarmene fuori. Turner mi dà una bella stretta di mano. Quando tendo la mano a Kane, mi rifila un bacio non proprio del tutto desiderato sulla guancia.

La continuazione dell’articolo è un’intera riflessione sociologica sul, cito, “il gap professionale che intercorre tra gli artisti ed i giornalisti, e come particolarmente le donne si ritrovino in condizione di vulnerabilità“.

Rachel sul suo profilo Twitter

Miles Kane ha, doveva certamente farlo, recato le proprie scuse immediatamente:

Cara Rachel,

ho molto apprezzato l’aver chiacchierato con te sul nuovo album. Sono molto dispiaciuto che alcune mie stupide battute siano state motivo di offesa per te. Riconosco che il mio umorismo durante l’intervista sia stato male interpretato e sono mortificato che tutto ciò ti abbia fatto sentire non a tuo agio. Ti porgo le mie scuse più sincere.

Al che Rachel ha risposto nuovamente:

Apprezzo la nota di Kane, ma non mi fa sentire meglio. […] Invece di scuse, mi piacerebbe vedere un po’ più di lungimiranza e molta professionalità verso le donne nel settore della musica “.

In realtà avevo buttato giù qualcosa per commentare tutta la faccenda, ma forse sarebbe bene non entrare nel merito e dare giudizi, sulla professionalità di ognuno.

Quando si parla di queste cose, qual è il limite dell’approccio ecc. si rischia spesso di cadere nei fraintendimenti o, peggio, creare schieramenti contrapposti. E questo al “circo mediatico” è una roba che, vuoi o non vuoi, piace parecchio.

Le cose sicure da dire sono: bisogna rivolgersi con garbo alle ragazze, sempre, sia sul luogo di lavoro che fuori e, caro Miles, hai fatto una c…! La prossima volta qualche lezione di galanteria prendila, che è meglio per tutti.

Ultimissima per stemperare: per darsi un tono non basta suonare in una rock band! Capito l’antifona? 😉

12 Comments

  1. Quante storie. Veramente ridicolo

  2. Proprio ridicola la giornalista

  3. Ci é rimasta male, preferiva Turner 🙁

  4. Devono andà ner culo lui e quell’altro montato

  5. MA PERCHÉ CON NOI NON CI PROVA, NOI NON CI OFFENDEREMMO

  6. Secondo me MK si è accorto del grave errore e ha cercato di recuperare. Ma la posizione non è prevaricante solo nei confronti uomo donna, sarebbe stato sbagliato anche se l’apprezzamento fosse stato verso un uomo. Detto questo non vedo l’ora che arrivi il 6 luglio!

  7. La battuta di Kane sarà anche stata infelice ma lei è stata esagerata. Nell’articolo fa riferimento al fatto che Turner e Kane sono stati poco professionali durante l’intervista (giustissimo), ma poi lei scrive un articolo denigratorio (in cui non si parla della band o dell’album ma solo del loro comportamento durante l’intervista) per avere la notizia facile e il favore dei lettori. Sarebbe stato molto più corretto e PROFESSIONALE far notare cortesemente a Kane il suo fastidio sul momento senza tutti questi drammi!

  8. la giornalista si deve fare ua vita

  9. Diciamo che Miles poteva risparmiarsela..ecco… -___-

Comments are closed.

Chi siamo     Redazione + Contatti     Note & disclaimer     Link consigliati

Licenza Creative Commons Arctic Monkeys Italia © 2015 con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.