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Arctic Monkeys su Rolling Stone Italia, l’intervista è ESILARANTE! Da non perdere!

Vogliamo segnalare un’intervista-articolo agli Arctic Monkeys davvero esilarante, uscita su Rolling Stone di Settembre a pagina 74, che riassume tutti i cliché del modo di lavorare della “stampa musicale italiana”: pressapochismo, ignoranza di chi si ha di fronte (le Scimmie non sono gli U2, ma nemmeno le M2M), in più mettiamoci l’afa estiva di Roma che “dà alla capoccia”, magari anche un bicchiere di vino con un panino, ed il gioco è fatto. Tuttavia riteniamo opportuno sottolineare che trattasi di un pezzo davvero “libero”. È libero dai canoni del giornalismo musicale italiano, che impone promozione a tutti i costi. In fin dei conti “lo apprezziamo”, poiché in Italia se vuoi fare giornalismo musicale devi per forza di cose entrare nel circuito dei do ut des, che ha svilito la professione giornalistica e ridotto il mestiere a mero passacarte di cs (comunicati per la stampa) prodotti dalle agenzie che spingono le band.

Basta chiacchiere e mettetevi gli occhiali. S’inizia col “trailer”. Francesco Pacifico (che ha tanto di pagina su Wikipedia dedicata, beato lui) per Rolling Stone Italia, pubblicato su cartaceo. E’ in edicola e se volete appendere questo capolavoro in cameretta affrettatevi a reperire il celebre magazine. Facciamo la dovuta pubblicità a questi esempi di giornalismo musicale stakanovista e introspettivo.

HO SENTITO il disco nuovo, dico.
Andy, ciancicando non so cosa, in occhiali da sole, il viso rivolto sempre da un’altra parte: “Ti piace?”. È meglio di Suck It and See. Andy biascica, tossisce. È più snello – aggiungo – non so, è più serpentesco. Matt, il batterista: “Ah sì sì, hai ragione”.

Roma, 10 Luglio 2013. Il giorno del celebre “evento rock dell’estate”. Avete capito chi c’é? Andy! No, non Andy Nicholson, l’ex bassista degli Arctic Monkeys. È proprio lui, Alex Turner! Tale “nickname” è riportato fedelmente in tutto l’articolo, ergo non si tratta di un errore di battitura o di un lapsus. Naturalmente non se n’è accorto nessuno: chi l’ha scritto per primo, poi il redattore, poi il caporedattore, infine il direttore editoriale, tutti sicuramente impegnati a pensare a come sarebbe bella la prossima copertina del magazine con sopra il tanto chiacchierato culo di Miley Cyrus. Alla faccia, loro sono Rolling Stone, la pietra miliare del giornalismo musicale! Vogliamo scommettere che è andata proprio così? Andy non è un nome uscito fuori per caso dalla testa dal “barbuto” intervistatore, magari dopo aver passato una serata “high”, bensì è il nome con il quale Turner si è presentato a questi, intuendo che dinanzi ci fosse un tizio che di Scimmie Artiche aveva sentito parlare giusto nei documentari di Piero Angela. Una vera commedia all’italiana, recitata impeccabilmente dal simpatico Francesco e dalla stessa band. Eccezionale!

Sono cresciuto leggendo interviste ai gruppi famosi nelle riviste musicali, ma solo oggi ho capito su che gigante umiliazione si fondano. I lads non hanno voglia di parlare del loro disco, l’intervistatore deve sforzarsi di farli interessare all’argomento. L’intervistatore ha 10 anni più di loro. Andy, il frontman (direi “cantante”, ma è l’unico vestito fico del gruppo), è appena arrivato dall’aeroporto e da Mosca, entra all’Hotel de Russie, dietro Piazza del Popolo, riconosce il chitarrista e il batterista e la fidanzata carina del batterista e il tour manager, viene informato della mia presenza, si mette a disposizione. Io sono venuto a fare il vecchio ridicolone, barba brizzolata e calzoncini, lui invece ha 27 anni e nasconde perfettamente la faccia da Harry Potter con gli occhiali da sole a trapezi rovesciati, il ciuffo rockabilly e una cosa romanticissima: la camicia bianca aperta fino a 4 cm, sotto lo sterno glabro.  […]

È la prima volta che intervisto delle rockstar giovani. Mi mandano sempre da quelli di mezza età. Noel Gallagher, Damon Albarn, Jarvis Cocker. Loro sono un po’ distaccati…

Andy: “Certo, lo fanno da tanto!”

Insomma, com’è, che vita fate?

Matt (più fresco di Andy): “Siamo sempre all’ombra di Bruce Springsteen”. Prima infatti scherzavano sul fatto che fuori, su via del Babbuino è pieno di fan del Boss, anche lui all’Hotel de Russie. […]

Come incontrate le donne in tour?

Pausona. Andy: “Merda. Non so. Come tutti.” Matt: “Andiamo a parlare con le fan di Bruce Springsteen. E’ pieno di donne qua fuori”. Matt però la fidanzata carina se l’è portata dietro in tour.

Il resto dell’intervista prosegue su questa falsariga: gli Arctic Monkeys vogliono conoscere gli hipster romani, l’aria condizionata non esiste nei bar e nei ristoranti della Capitale, Andy tossisce di continuo, l’intervistatore si dichiara “frustrato”, le Scimmie gli dicono che appare un po’ stanco e gli domandano se deve recensire anche il nuovo film di Micheal Bay, alla cui proiezione Francesco sembra aver assistito nella mattinata. Il tutto è inoltre affiancato da un box, a firma di un altro collega, con la classica “recensione all’italiana” ricca di scontati blablabla, su AM, dopo “il deludente Suck It and See di due anni fa”.

Caro Pacifico, non esistono flagelli dei giornalisti musicali. Esistono giornalisti musicali che sono flagelli. Però ci hai fatto divertire e questa per te è tutta pubblicità, che fa sempre bene. Ti invitiamo a seguire i nostri progetti, almeno la prossima volta sarai davvero preparato ad affrontare i temibili tricks (una sorta di passaggio per le Forche Caudine) degli Arctic Monkeys.

Buon lavoro! 😉

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