Glasto 22/6/07

Citazione:
Luca di onanrecords.blogspot.com, presente alla tre giorni del Festival di Glastonbury 2007

[...] Alle 23 tocca a quei 4 ragazzi di Sheffield che non essendo mai stati a Glasto decidono di andarci direttamente come headliners del Pyramid Stage. Un avvenimento ovviamente senza precedenti. Gli Arctic Monkeys, come sempre, se la giocano a modo loro. Si stringono al centro di quel palco enorme ed iniziano a suonare esattamente come fossero in un club. Matt Helders è la solita furia incontenibile. A View From The Afternoon e Brianstorm e penso: "È fatta, hanno vinto". I ragazzi sviluppano un concerto tecnicamente ineccepibile, di incredibile professionalità. Ma è un freddo cane. Sono 12 ore che il pubblico è esposto a fango, fatica, pioggia e musica. È stremato. Ha bisogno di essere scaldato e condotto. Questi sono i momenti in cui un frontman che si sporge oltre le casse spia fa la differenza. Gli Arctics coerentemente sono costretti a concentrarsi su ciò che sono: musica. Alex Turner ce la mette tutta. Pensa a cantare e intelligentemente non interpreta ruoli che non sono suoi. Parla con il pubblico. Nessun "Come On Glasto!". Gli si rivolge invece con continui "Ladies and Gentlemen..."cercando un' intimità che riuscirà però a trovare solo in parte. Non fraintendetemi, il concerto è bellissimo. Sono esattamente gli Arctic Monkeys. Ma il tipo di intima intensità trasmessa è certamente percepibile più dai milioni di telespettatori che li stanno seguendo in diretta sulla BBC piuttosto che dai 100.000 infreddoliti sotto il palco. I Bet You Look Good On The Dancefloor è da paura e con Murdy Bum cantano tutti. Ma nel lungo set (21 brani) che comprende la quasi totalità dei due album si intuisce come tali livelli di coinvolgimento non siano possibili con molti dei pezzi di "Favourite Worst Nightmare". Per la b-side Temptation.. arriva Dizzee Rascal, un momento topico che si trasforma in beffa. Lo sentono solo in Tv, il microfono del rapper non è amplificato dal PA: lo vediamo solo agitarsi senza udirlo. Nel bis la cover di Diamonds Are Forever dedicata a Dame Shirley Bassey (al piano per l'occasione: James Ford): bravissimo Alex. Gran finale con 505 e A Certain Romance. Splendido ma, almeno per coloro che erano là, non il momento più alto della loro carriera.

Voto: 8.

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