Categoria: Recensioni

Arctic Monkeys su NME

Abbiamo tradotto l’intervista del magazine musicale NME rilasciata dagli Arctic Monkeys e comparsa sul numero del 3 Agosto 2013. In questa interessante uscita i quattro di Sheffield tentano di far chiarezza sulle influenze, musicali e non, che si celano dietro il nuovo album AM, la cui uscita internazionale è prevista per il 9 Settembre 2013. Tra cocktails con Josh Homme, quadri di Escher, film di Fellini, gli Arctic Monkeys sembrano ben lontani da Sheffield. Matt Wilkinson ha ascoltato come Los Angeles, loro città di adozione, abbia alimentato la carica sessuale del loro nuovo album.

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HUMBUG: la recensione (2009)

A distanza di quattro anni dalla data di pubblicazione, Arctic Monkeys Italia ripropone la sua recensione dell’album probabilmente più discusso della band di Sheffield: HUMBUG.

Arctic Monkeys - Humbug

Il tempo è uno strumento che va usato con perspicacia e calma. Esso dona l’ineguagliabile possibilità di continuare, cambiare o modificare qualunque cosa si stia facendo o vivendo. Il tempo per gli Arctic Monkeys è stato sfruttato affinché la loro musica, il loro modo di comporre canzoni e, inesorabilmente, il loro look cambiasse quel poco che bastava per rimanere con una propria identità e un proprio sound, evolvendoli tuttavia su di un livello artistico superiore. Il risultato di questo processo durato ben due anni è Humbug.

Se con Favourite Worst Nightmare la loro maturità come band si era notevolmente avvicinata ai grandi gruppi rock contemporanei, adesso la situazione sembra progredita notevolmente, incoronando i quattro, ormai non più “ragazzini” di Sheffield, come musicisti di livello formidabile per la loro abilità nel suonare i propri strumenti e nel comporre, soprattutto nel caso di Alex Turner, vere e proprie poesie tramutate in testi per canzoni. Già dalle prime composizioni questa particolare caratteristica del frontman è apparsa quasi un marchio di fabbrica, come a voler urlare al mondo che l’ermetica e il linguaggio figurato non sono poi una bestemmia all’interno di una traccia rock.

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Why’d You Only Call Me When You’re High?

Why’d You Only Call Me When You’re High? Un video “strano”. Sembra non essere piaciuto alla gente, pare aver imbarazzato alcuni, forse non ha riscosso i feedback positivi che molti si aspettavano. Eppure…

Eppure è un video geniale, fantastico. Gli Arctic Monkeys sembrano ripercorrere tutta la loro storia di band e vi sono talmente tanti “messaggi nascosti” che catalogarli e provare a interpretarli uno ad uno sarebbe impresa titanica.

Parliamo innanzitutto del “pub“, questo luogo di incontro “mitico” (anche se ormai sembra aver perduto, al giorno d’oggi, tale alone di “miticità”…) per la cultura britannica, molto differente dai nostri bar. E’ qui che molte band hanno trovato fonte di ispirazione per i loro lavori, che quel bizman ha stretto accordi da milioni di sterline, che qualcheduno ha trovato l’amore della sua vita, fatto pace con un familiare… e via discorrendo.
Anche nel video di Teddy Picker, proposto sei, sembrano lontanissimi, anni fa, ritroviamo le Scimmie Artiche sorseggiare una pinta o qualche alcolico. Per non parlare di Cornerstone… (altro…)